Golden Goose Running Haus

Le calze da uomo sono il risultato di pregiate materie prime e di una lunga esperienza nella produzione. Un filato morbidissimo che garantisce la comodità nella vestibilità per tutto il giorno. Made In Italy. In fondo, la guerra può rappresentare un’opportunità formidabile e fare di lui l’eroe che ha sempre sognato di essere, nell’ingenuità di quelle sue prospettive così limitate. E poi, a guardar bene, che cosa lascia a casa? Una famiglia che è solo sua madre Alice, donna assillante oltre ogni immaginazione, e nient’altro: beni, passioni, progetti concreti. Proprio nulla.

Il regista nipponico, autore di capolavori come Sonatine e L’estate di Kikujiro, torna sui luoghi del genere “yakuza” che l’ha reso celebre al pubblico internazionale a partire dagli anni Novanta. E presenta al Lido l’ultimo capitolo della sua saga dedicata alla mafia del Sol Levante. Al centro c’è ancora il clan degli Hanabishi, che ha trionfato contro quello dei Sanno nella sua lotta senza quartiere per le strade di Tokyo.

Quella composta da Interceptor, Interceptor ?” Il guerriero della strada e Mad Max ?” Oltre la sfera del tuono una trilogia che pu essere considerata un caposaldo della fantascienza post apocalittica. Il meglio George Miller l’ha per offerto con il pi recente, visionario, geniale episodio, Mad Max: Fury Road, un viaggio che procede a folle velocit dal primo all’ultimo minuto, un vero e proprio spettacolo per gli occhi, con cui inoltre Tom Hardy raccoglie a dovere l’ingombrante eredit lasciata dal primo interprete di quel matto di Max Rockatansky, Mel Gibson. La vera trascinatrice della pellicola comunque Furiosa, interpretata da un’agguerrita e quasi irriconoscibile Charlize Theron..

Lo stratagemma di menzionare se stesso nella prima frase del libro, in qualità di residuato di una cultura pop bersagliata ma in fondo amatissima, poteva e doveva valere come campanello d’allarme. Alla quarta autocitazione, il narcisismometro tendeva ormai pericolosamente alla soglia di massima criticità. Ma ridursi a fare di sé un personaggio tra gli altri, ferocemente cinico poi (ma chi ci crede?), solo per ritagliarsi il più comodo degli alibi narrativi è un colpo davvero basso, duro da incassare, una trovata del tipo “raschiamo la morchia in fondo a questo barile” che dal buon Douglas non ci si aspettava.

Quindi prima di tutto dobbiamo scoprire la voce mentale che ci detta le cose, perché questa voce esiste; noi non siamo abituati a riconoscerla, a vedere che esiste dentro di noi una voce che ci detta quando dobbiamo scrivere o dipingere; gli antichi la chiamavano Musa, loro addirittura l identificata in una divinità, quindi ci credevano fermamente. Pensavano che ci fosse qualcuno “fuori”, una divinità che dettava loro. Noi dobbiamo pensare che questa voce esiste ma dentro di noi.

Lascia un commento